Chi valorizza il marchio Sardegna

 

Un grande e frequentatissimo locale interamente personalizzato con i QuattroMori.

Si trova in Sardegna, penserete. 

 

Invece no, è nel pieno centro della movida napoletana, lungo la strada simbolo della città partenopea, Spaccanapoli.

 

Tutti noi sardi siamo consapevoli della forza dell’immagine della nostra bandiera e del fatto che si tratta del principale simbolo della nostra terra riconosciuto a livello nazionale e in una certa misura anche internazionale.

Grazie alla sua costante presenza negli eventi di massa, ai concerti, come alle partite della Nazionale di calcio e alle altre manifestazioni sportive in giro per il mondo quella bandiera evoca, in tutte le circostanze nelle quali appare, la Sardegna e i sardi.

 

I Quattro Mori  inquadrati nella croce rossa di San Giorgio imposti, molti secoli fa dagli invasori aragonesi, non hanno in realtà nessun legame con la nostra storia antica, tanto che alcuni puristi ortodossi ne reclamano, con ben poco seguito, la sostituzione con la quercia verde in campo bianco dell’ultimo Giudicato sardo di Arborea, eppure indiscutibilmente, in qualsiasi parte del mondo ci troviamo, in Sardegna come lontani dall’isola, da sardi  ci identifichiamo orgogliosamente in quella bandiera.

 

Ma il nostro orgoglio sardo, come spesso accade, non è da solo sufficiente per portarci molto lontano: chi ha fatto di quel simbolo di una terra e di un popolo un vero e proprio marchio di valore concreto, ricco di significati  e di potere evocativo,  arriva da oltre mare, da qualche migliaio di chilometri di distanza dalla Sardegna. 

 

Innegabilmente anche aiutato dalla propria forza finanziaria, ma capace di interpretare e coniugare con intelligente lungimiranza meglio di chiunque altro il potenziale di quel simbolo, chi lo ha trasformato in un brand vincente è, infatti, un colosso multinazionale della birra con origine e sede in Olanda.

Si tratta della Heineken, dal 1986 proprietaria della birreria Ichnusa di Macchiareddu, a pochi chilometri da Cagliari. 

Sono stati i suoi manager ad averne compreso il grande potenziale dal punto di vista del marketing, decidendo con convinzione di investire per sfruttarlo commercialmente in giro per l’Italia e per l’Europa.

Il marchio dei Quattro Mori insieme a Ichnusa, il nome dato alla Sardegna dai Greci, utilizzati dunque prima di tutto per proporre e vendere la propria produzione di birra.

Perché tutte le iniziative di marketing, sviluppate da Heineken per Ichnusa, hanno, com’è normale che sia, l’obiettivo prioritario di promuovere il prodotto.

Ma é anche indubbio, che volutamente tutto ruota intorno alla Sardegna, a cominciare dal pluripremiato spot video "Anima Sarda" che presenta ed esalta «l’autenticità di una terra orgogliosa delle sue tradizioni e del carattere di un popolo antico, fiero e diverso da tutti, attraverso le belle immagini realizzate tra la baia di Porto Ferro alle rocce millenarie di Barumini, passando per  Orgosolo e Mamoiada».

 

Dalle pubblicità della birra Ichnusa, ai locali "brandizzati" come quello di Spaccanapoli, alle bottiglie con i Quattro Mori sugli scaffali dei supermercati e delle enoteche, come sui tavoli di bar e dei ristoranti in giro per l’Italia e l’Europa, é sempre il simbolo della Sardegna a dominare, offrendo una promozione per l’ isola d’origine, praticamente gratuita con costi totalmente a carico della società olandese, e una visibilità promozionale per la destinazione Sardegna,  probabilmente superiore a quella prodotta dalle campagne pubblicitarie milionarie messe in campo dall’amministrazione regionale.

 

Esiste, credo, una similitudine tra il fenomeno della birra Ichnusa e l’interesse che ha destato l’idea del Canton Marittimo in Svizzera, ancor più che in Sardegna.

Un’ iniziativa, la nostra, partita, significativamente anch’essa, proprio dalla bandiera con i Quattro Mori, in questo caso "fusa" con quella rossocrociata elvetica.

 

Perché quanto messo in evidenza dal Canton Marittimo é anche che gli svizzeri, come accade per gli olandesi della Heineken, oltre ad apprezzare moltissimo la nostra isola ne hanno ben chiaro l’enorme potenziale, molto più di quanto ne abbiamo noi che in Sardegna ci siamo nati e ci viviamo.

Loro, prima di noi, hanno subito compreso quali opportunità potrebbe offrire il sodalizio tra popoli alla base della filosofia del Canton Marittimo.

 

Nè si può far a meno di rilevare un’analogia nel modo in cui alcuni sardi si sono posti rispetto all’iniziativa del Canton Marittimo.

La frequente diffidenza e apparente superbia, che caratterizza tanti conterranei, che nascondono dietro a una presunta superiorità un ingiustificato senso d’inferiorità e un timore di sudditanza, che porta al rifiuto a priori di qualsiasi cultura, idea o progetto provenienti dall’esterno con le classiche affermazioni "noi sardi non abbiamo bisogno di nuovi padroni,  nessuno ci può insegnare nulla,  siamo i più bravi e belli del mondo e non dobbiamo regalare le nostre ricchezze ..."

 

Parlando della birra Ichnusa, c’è chi ne nega la sardità,  "perché é di proprietà degli olandesi" e non ammette l’enorme valore che invece la Heineken garantisce alla Sardegna, in termini di visibilità come detto, ma evidentemente anche in termini di occupazione e quale motore della passione dei sardi per la birra, facendone di gran lunga i maggiori consumatori in Italia (con oltre 60 lt. di consumo annuo procapite), permettendo così, e non certo ostacolando, la nascita di decine di birrifici artigianali che in questo ambiente favorevole sono nati e si sono sviluppati.

 

Cosi c’è chi non ha capito il sodalizio culturale, sociale ed economico proposto dal Canton Marittimo con la Svizzera, considerata solo come un potenziale invasore, senza nemmeno sforzarsi di comprenderne la autentica natura di democrazia partecipata, di tutela delle minoranze, di efficienza amministrativa e di senso civico, che potrebbe rappresentare il modello ideale sul quale costruire una possibile Sardegna migliore.

 

Gli olandesi della Heineken con la loro grande lezione di marketing, stanno contribuendo in maniera concreta all’immagine e all’economia della Sardegna. 

Noi continuiamo a essere certi che gli svizzeri e il Canton Marittimo potrebbero fare la loro parte per offrire un futuro più sereno a tutti i sardi.

 

Un brindisi alla Sardegna con una birra spumeggiante nel 27esimo Cantone della Confederazione Svizzera: questo è il nostro auspicio !!!


Scrivi commento

Commenti: 0