Come affossare il Turismo della terra più bella del mondo: ENIT, vergogna d'Italia.

 

 

Termoli come Montecarlo e Capracotta come Sainkt Moritz, con champagne e caviale che hanno forse preso il posto del locale vino doc, il rosso Tintilla e del più tipico tra i salumi molisani, la Ventricina.


Il Molise è evidentemente diventato una meta privilegiata del jet set internazionale. 

 

Termoli come Montecarlo e Capracotta come Sainkt Moritz, con champagne e caviale che hanno forse preso il posto del locale vino doc, il rosso Tintilla e del più tipico tra i salumi molisani, la Ventricina.

 

Questo almeno a voler leggere i dati elaborati dall'ENIT, l'Agenzia Nazionale del Turismo, ente pubblico che dovrebbe, come scopo istituzionale, promuovere l'offerta turistica italiana.

 

Perché secondo lo studio IL TURISMO STRANIERO IN ITALIA 2015, proposto dallo stesso Enit, ognuno dei 13 mila turisti stranieri che hanno soggiornato in Molise nel 2015, ha speso mediamente 638 euro (seicentotrentotto, e non è un mio errore di digitazione! ) per ogni giorno di permanenza nella "carissima" regione dell'Italia  Centrale.

http://www.enit.it/it/studi.html -

 

Ma questo incredibile dato molisano non è l'unica assurdità presente nello studio prodotto da un'altisonante -Direzione Centrale Programmazione e Comunicazione- dell'ente turistico italiano.

Si scopre infatti anche che, nonostante la bellissima Matera sia stata appena nominata capitale europea della Cultura, la spesa media giornaliera dei turisti stranieri in Basilicata si sarebbe dimezzata tra il 2014 e il 2015, passando da 386 a 179 euro, come se gli esercenti lucani avessero deciso di applicare all'unisono un'offerta compri 2 paghi 1....


Oppure anche che con la stessa cifra giornaliera da mettere in budget per andare in Molise si potrebbero trascorrere 11 giorni in Trentino Alto Adige, che si affermerebbe quindi come la meta low cost italiana, con una spesa media (56 euro) pari a meno di un terzo di quella nazionale (185 euro).

C'è da chiedersi come sia possibile pubblicare dei dati che sembrano estratti dal sacchetto della tombola invece che frutto di un'analisi con un minimo di serietà.

Viene a questo punto naturale domandarsi cosa facciano durante le loro giornate lavorative i tantissimi impiegati dell'Enit, come siano coordinati dai loro dirigenti, che tipo di controllo operi il ministero dal quale dipendono, quello dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, presieduto da Dario Franceschini.

Perché l'Enit ha un bilancio annuo di 24 milioni di euro, di cui 12 milioni per stipendi, ma soprattutto perché date le caratteristiche uniche al mondo in termini culturali, storici, ambientali dell'Italia dovrebbe essere un'organizzazione chiave, fondamentale per programmare, coordinare e promuovere a livello internazionale  il settore economico che potrebbe rappresentare, allo stesso tempo, la spina dorsale e il fiore all'occhiello della penisola e delle isole italiane, Sardegna compresa.


Ma anche questo incredibile svarione di uno studio statistico la cui attendibilità è vicina allo zero, come anche il vergognoso sito web istituzionale del Turismo italiano, www.italia.it , sono invece purtroppo  la dimostrazione che  l'Italia, intesa come istituzione pubblica,  è all'età della pietra nella gestione della nostra più grande ricchezza.

E i risultati si vedono tutti, mentre il settore turistico a livello mondiale è da anni in fortissima crescita, l'Italia perde posizioni, come testimoniato anche dal Country Brand Index, finendo in un poco onorevole 18esimo posto.

(http://www.futurebrand.com/uploads/CBI-14_15-LR.pdf)


Nel 2014 Matteo Renzi affermava che all'Italia «manca una adeguata strategia» e «non sappiamo raccontare nel modo giusto il nostro prodotto». Due anni fa il presidente del Consiglio aveva anche promesso «una grande campagna di comunicazione web, un'operazione di marketing in Rete per rilanciare il nostro turismo».


Da allora sono passati due anni, le promesse del premier hanno fatto la fine di tante altre, il nuovo prestigioso presidente dell'Enit, quella Evelina Christillin che è un po' una Luca Cordero di Montezemolo con la gonna, non sembra aver cambiato volto all'ente, che spara numeri a caso mentre il suo consigliere d'amministrazione, Fabio Lazzerini, afferma con convinzione, durante una recente intervista a Guida Viaggi WebTv, che occorre «guardare alla spesa turistica più che al numero di visitatori».

Suggeriremmo a Lazzerini, oltre che alla Christillin, sopratutto di guardare i loro numeri e di correggerli, come prima cosa !!!


La Sardegna non può proprio più continuare a far parte di questo stato !!!


Nota metodologica

Lo studio dell'ENIT non pubblica direttamente la tabella che abbiamo elaborato e riprodotto. Ma fornisce il dato degli Arrivi e delle Presenze di Turisti stranieri, distinti per regione, e il dato della Spesa Totale degli stessi Turisti, sempre distinta per regione.

La tabella contiene quindi il rapporto tra Spesa  e Giornate di Presenza, ossia la spesa giornaliera sostenuta dai visitatori nelle diverse regioni italiane. I  risultati, sorprendenti, sono quelli che trovate nella tabella pubblicata in questo p

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