Siamo dei Giganti ? Il complesso di superiorità dei Sardi 

 

 

Noi Sardi siamo strani:  siamo in grado infatti di passare facilmente e rapidamente da uno stato di depressione, dove ci sentiamo vittime di ogni tipo di sopruso vero o presunto, a quello di esaltazione, nel quale invece ci sentiamo superiori a chiunque altro.

Entrambe le visioni, il complesso di inferiorità e quello di superiorità, rasentando la patologia psichica, rappresentano tra i maggiori  ostacoli per una crescita sociale, culturale, e di conseguenza anche economica, dei Sardi e della Sardegna.


Ma cosa sarà mai questa straordinaria e segreta capacità che, a dire di tantissimi, farebbe di noi sardi un popolo che non ha niente da imparare da nessuno?

 

Negli ultimi anni in cui abbiamo proposto di ispirarci al modello svizzero e imparare da chi lo applica, siamo stati sommersi dalle critiche di chi sostiene che noi sardi dovremmo soltanto liberarci dal giogo italico che ci impedisce di esprimerci, dopodiché saremo in grado di valorizzare tutto ciò che finora è rimasto al palo e diventare finalmente una terra prospera e ricca di prospettive per tutti.

Tra questi, quasi tutti gli indipendentisti, compresi i più in gamba ma sopratutto tanti giornalisti di spicco, primo fra tutti il direttore dell'Unione Sarda Anthony Muroni, che ci definì sprezzante "sardi della peggior specie". 

 

Proprio ieri l'ultimo, Paolo Figus, che, limitandosi a definirci velatamente come dei rissosi privi di amor proprio, ritorna sul pezzo dichiarando che dobbiamo "liberarci dal giogo romano e ritrovare la nostra identità" e, affermando che non abbiamo bisogno di nessun insegnante, "Noi dobbiamo crescere con le nostre forze e creare un brand che non si fermi a una banale Svizzera, che non ha niente da darci se non un banale ordine con zero creatività, [...] prima che prendano il sopravvento forze culturali che non sono nostre ma che possono sfruttare l'evidente malcontento economico".

 

A questo punto io mi chiedo: vorrebbero il sig. Figus e il sig. Muroni fare finalmente chiarezza su cosa intendono quando parlano di "crescere con le nostre forze" e ci indichino, oltre a una strategia, anche abbozzata, quelle persone (possibilmente viventi e individuabili) che hanno dato prova di leadership, capacità di delega, doti organizzative, dirittura morale e passione disinteressata e che, grazie a tali virtù, potrebbero avviare quel processo di crescita autonoma di cui parlano?

E potrebbero, per rafforzare il concetto, indicare degli esempi virtuosi di sistema territoriale, virtuosismi economici e progetti di successo a lunga scadenza (con dati spendibili) che diano conferma delle innate capacità amministrative, imprenditoriali e di forte coesione e coscienza civica di noi sardi?

Non per altro, perché noi stiamo davvero portando avanti un progetto con grandissimo impegno, che a nostro giudizio potrebbe risolvere problemi atavici e serissimi, e lo stiamo facendo portando via tantissimo tempo non retribuito alle nostre vite, al nostro vero lavoro e alle nostre famiglie, per giunta lo stiamo finanziando, come si suol dire, tirandoci fuori i soldi di tasca.

 

Fateci questo grande regalo, apriteci la mente e fate finalmente chiarezza su qualcosa che magari ci è sfuggito.

Ci farete il grandissimo regalo di rasserenarci e, dandoci pace sul presente e sul futuro, permetterci di ritornare a vivere privilegiando i nostri affetti e il nostro orticello.

 

Spero davvero vogliate rispondere, concedeteci almeno la dignità di garbati interlocutori che vorrebbero risposte.

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Commenti: 1
  • #1

    Madeline Palmeri (sabato, 21 gennaio 2017 23:10)


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