Perché un Campus Universitario Turistico alla Fiera di Cagliari è una buona idea

 

Un patto tra le associazioni di categoria Confcommercio, Confindustria e Confapi con l'associazione Sardegna Canton Marittimo per disegnare un nuovo volto  della Fiera di Cagliari come Scuola di Alta Formazione del Turismo e dell'Ospitalità.


Che differenza c'è tra una scuola e un campus?

 

Una scuola è un presidio didattico rappresentato da un complesso di aule e laboratori in seno a un edificio, nella migliore delle ipotesi dotato di un'aula magna, una palestra e un cortile.

Un campus è un'estesa area, progettata ad hoc, in cui è inserito un complesso articolato di edifici con specificità inerente l'indirizzo didattico e che comprendono, oltre alle aule e ai laboratori, biblioteche, residenze universitarie, impianti sportivi e parchi.

 

La Fiera della Sardegna è un ente che da decenni è agonizzante e si trascina negli anni proponendo eventi che, malgrado le più nobili intenzioni, faticano a produrre, sia per l'ente che per la città, quell'indotto che ne giustificherebbe la continuità. A riprova di ciò è l'attuale situazione debitoria che grava sull'Ente Fiera e che rischia di provocarne la chiusura per fallimento.

La vox populi dice che l'area della fiera è già oggetto di attenzione da parte di investitori privati che intenderebbero trasformarla in un complesso residenziale e di servizi. Una riqualificazione del genere porterebbe certamente lavoro e valore aggiunto ma non rappresenterebbe alcuna novità in una città che ha un assoluto bisogno di volani virtuosi e soluzioni inedite che mettano in moto l'economia.

Al contrario, un Campus Universitario Internazionale di Studi Superiori del Turismo, sebbene di grande complessità attuativa, rappresenterebbe una straordinaria occasione di crescita per la nostra città in termini economici, culturali e di notorietà internazionale.

Un campus scolastico, in termini di riqualificazione dell'area, vincerebbe a mani basse sul residenziale/servizi. Gli attuali edifici della fiera potrebbero essere in gran parte mantenuti e sottoposti a un maquillage architettonico atto a migliorarne l'impatto estetico/visivo, verrebbero realizzate aree di verde per migliorare la vivibilità del complesso e creare quell'atmosfera di pace e serenità necessaria allo studio e all'apprendimento, inoltre, la vocazione turistica del progetto permetterebbe di realizzare, nel contesto scolastico, un certo numero di strutture dedicate all'ospitalità, alla ristorazione, alla congressualità e all'expo aperte al pubblico e attive tutto l'anno secondo un calendario stagionale.

 

Riflettiamo un momento sull'area della fiera e su ciò che c'è intorno:

  • L'area sportiva che comprende la piscina comunale, lo stadio di atletica, il palazzetto dello sport, le piste di pattinaggio e skate e gli impianti sportivi societari limitrofi, tutte strutture che hanno sempre avuto bilanci in affanno, prospererebbero grazie a un Campus Internazionale.
  • Il padiglione Nervi con la sua banchina a mare, attualmente in stato di abbandono, opportunamente ristrutturato, potrebbe essere utilizzato per un dipartimento scolastico dedicato al Turismo Nautico e Crocieristico.
  • Il canale di Molentargius con la pista ciclabile che conduce al Parco, già ampiamente utilizzato e apprezzato dai cagliaritani, sarebbe un valore aggiunto, in regime di reciprocità, per una scuola che ne sfrutterebbe appieno il potenziale per le attività sportive e ricreative (bike, cross-country, canoa, canottaggio e kayaking)
  • Su Siccu coi numerosi porticcioli e marina, sarebbero anch'essi sicuramente stimolati al miglioramento da un vicino di tale caratura che, a lungo andare, promuoverebbe un imponente rivisitazione qualitativa sia estetica che funzionale dei servizi offerti.

Se si pensa poi che la scuola punterebbe ad attrarre studenti e insegnanti da tutto il mondo, è abbastanza evidente che un progetto del genere rivitalizzerebbe in modo significativo sia l'economia della città sia il suo tessuto sociale e rappresenterebbe un formidabile presidio di formazione e offerta di figure professionali e manageriali che trasformerebbero la Sardegna in quel laboratorio di eccellenza turistica che dovrebbe essere da tempo.

 

Grazie alle pubbliche relazioni intercorse tra l'Associazione Sardegna Canton Marittimo e la Svizzera, nello specifico il Canton Vaud, dove è nata per iniziativa di un gruppo di svizzeri un'Associazione gemella, la Sociètè Suisse Sardaigne Canton Maritime che ha stabilito un contatto diretto, siamo stati accolti all'Ecole Hoteliere de Lausanne, la scuola del turismo più prestigiosa del mondo, per un colloquio col dipartimento di consulenze esterne. Ciò che è scaturito da questo colloquio è la loro disponibilità a valutare un progetto e un business plan al fine di offrire la loro consulenza e assistenza nella realizzazione e nel processo di avviamento e gestione.

 

Un patto siglato tra l'Associazione Sardegna Canton Marittimo e le organizzazioni imprenditoriali sarde di Confcommercio, Confindustria e Confapi, si propone di realizzare il progetto reperendo tra privati i capitali e gli strumenti finanziari necessari.

 

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Commenti: 1
  • #1

    Sergio Vacca (martedì, 23 agosto 2016 18:00)

    Sono arciconvinto che potrebbe trattarsi di una buona idea. Da professore universitario in pensione, poi, ideee di riqualificazione di ambiti territoriali in crisi di identità, mi allettano tantissimo. Non avevo alcuna voce in capitolo - insegnavo all'Universita' di Sassari - ai tempi della scelta di Monserrato per localizzarvi la cittadella universitaria, tuttavia, da cagliaritano, in diversi dibattiti ho sempre portato avanti l'idea di localizzare tra viale Diaz, viale Poetto, Calamosca e S. Elia l'intero complesso universitario, concordando con i militari il loro trasferimento in altra sede. Ma tant'è! Rilanciare l'assetto urbanistico della città, con un'iniziativa di sicuro valore culturale, mi pare che possa rappresentare il miglior viatico per la nuova consiliatura Zedda.