L'Artigianato artistico e tradizionale della Sardegna, tuttora in cerca di un'identità

 

La storia triste del cavallo stilizzato di Eugenio Tavolara e del marchio ISOLA, dalle speranze per un progetto di promozione della grande ricchezza dell'artigianato sardo, sino alle maglie del Cagliari, per una campagna d'immagine che serve a poco .... (o a pochi ?).


L'Artigianato rappresenta un autentico patrimonio culturale immateriale di un popolo, trasmesso di generazione in generazione, ne definisce il senso d’identità e di continuità delle tradizioni, promuove la difesa della memoria,  la diversità culturale e la creatività  in contrapposizione  con la globalizzazione della produzione industriale di massa che genera invece un' omologazione e un appiattimento  tali da rendere tutto il mondo simile e ogni luogo quasi  intercambiabile con un altro, senza che se ne avvertano grandi differenze.

 

La varietà e la tradizione millenaria dell'artigianato artistico della Sardegna rappresentano una grande ricchezza,  che  dovrebbe essere uno dei punti di forza della nostra terra  ed è invece sfruttata solo parzialmente,

 

Valorizzare e tutelare questo patrimonio era l'obiettivo della Legge Regionale che quasi sessant'anni fa, nel 1957, istituiva l'ISOLA, Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano, che aveva come compito propri quello "di promuovere ed attuare iniziative intese a conseguire il potenziamento economico e lo sviluppo tecnico, artistico e commerciale della produzione artigiana sarda".

Obiettivo da raggiungere incoraggiando la nascita e lo sviluppo di imprese artigiane, offrendo loro un supporto tecnico, economico e commerciale; istituendo scuole e corsi artigiani; realizzando dei centri produttivi e promuovendo la vendita delle  stesse produzioni attraverso fiere, eventi e presso botteghe artigiane sul territorio sardo finanziate con fondi pubblici

Infine creando e promuovendo un marchio identificativo ufficiale: quel marchio è il cavallino disegnato dall'artista sassarese Eugenio Tavolara, che all'epoca rappresentò, insieme all'architetto cagliaritano Ubaldo Badas, la prima anima del nuovo ente ISOLA.

 

Certamente i presupposti che avevano portato alla nascita di quella iniziativa erano più che corretti, come certamente i due direttori, Tavolara e Badas, erano più che qualificati per farla partire nella maniera migliore.

Purtroppo, come troppe volte è capitato in Sardegna, ai buoni presupposti iniziali non seguì una storia molto edificante.

 

Già la legge costitutiva dell'Ente conteneva il seme di quella che ne sarebbe stata la rovina: era infatti previsto un consiglio d'amministrazione di ben 12 membri, dei quali 5, più il presidente, di nomina politica.....

L'ultimo presidente dell'ISOLA è stato un geometra, impresario edile di Oristano, con il principale merito di essere stato parlamentare di Alleanza Nazionale, probabilmente persona degna, ma con qualifiche professionali per quel ruolo quantomeno dubbie.

In cinquant'anni quella bella idea iniziale era diventata l'ennesimo carrozzone pubblico con costi fuori controllo e un'operatività per gli scopi sociali pressoché nulla se non addirittura negativa.

 

Nel 2006, la giunta Soru, con uno di quei colpi ad effetto, spesso del tutto inutili che ne hanno punteggiato la storia, ne decretò la fine con la messa in liquidazione dell'Ente.

Le funzioni di coordinamento e organizzazione passavano a Sardegna Promozione, un'altra brillante creatura della politica nostrana, passata alla storia per l'operazione televisiva Sweet Sardinia (la sponsorizzazione regionale  da 900.000 euro per un reality che nemmeno i protagonisti ebbero la forza di rivedere in tv ....) e messa a sua volta in liquidazione nel gennaio 2015.

 

Nel 2006 rimanevano da liquidare, oltre ad un importante patrimonio di oggetti di artigianato artistico, probabilmente finiti a raccogliere polvere in qualche magazzino regionale,  anche un ingente patrimonio immobiliare.

Si trattava di una trentina di immobili, sparsi per la Sardegna, tra i quali gli svariati Centri Pilota che fungevano da basi d'appoggio per i corsi di formazione e per le diverse produzioni artigianali, alcuni uffici e le cosiddette "botteghe" che si occupavano della commercializzazione degli oggetti artigianali a Porto Cervo, nel centro di Oristano, al bastione Santa Croce di Cagliari e infine, sempre a Cagliari, in via Baccaredda.

 

Secondo voi la Regione è forse riuscita a vendere qualcuno di questi immobili nei quasi otto anni trascorsi dalla messa in liquidazione? No, Zero !!!

Sono ancora tutti lì, a deperire per assenza di manutenzione e a continuare a generare costi totalmente improduttivi.

 

Tutti. Eccetto che uno: il negozio I.S.O.L.A. di Via Baccaredda a Cagliari.

 

In questo caso, infatti la giunta Soru ha voluto superarsi....

Nel novembre del 2008 l'Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio, promuove un bando per affidare la gestione del proprio del negozio di Cagliari per la commercializzazione dei prodotti artigianali.

 

Si tratta di un locale di oltre 250 mq, in ottime condizioni seppur in una zona commerciale non esattamente ideale, degli arredi e delle attrezzature presenti e, soprattutto,  con la possibilità per l'aggiudicatario di utilizzare in ESCLUSIVA il marchio ISOLA (con il già citato cavallino disegnato da Eugenio Tavolara).

Quanto vale secondo voi tutto questo?

Per la Regione valeva solo 2.000 euro al mese.......

 

Si aggiudicò l'appalto, una importante impresa di costruzioni. Un nome molto noto in Sardegna, MI.NO.TER. spa, per l'importo totale annuo di 30.500 euro e per un periodo di 12 anni (6+6 di rinnovo), quindi sino al 2020.

Ma cosa c'entrava un'impresa di costruzioni con l'artigianato artistico e che interesse poteva avere nel promuovere e commercializzare un prodotto che incarna l'identità e la tradizione della Sardegna?

 

Alla seconda domanda è facile rispondere: a quei costi (2.500 euro al mese, meno del solo costo d'affitto per un locale con quelle caratteristiche)   a chi non interesserebbe???

La risposta alla prima domanda invece sta nel cos'è la MI.NO.TER. spa.

Si tratta della società del gruppo Cualbu, proprietaria del T Hotel, a pochi metri dal negozio dell'ISOLA.

Il direttore del grande albergo cagliaritano affermava in occasione dell'aggiudicazione: "L'abbiamo trovato molto prossimo all'attività turistica, cui la Minoter annette grande importanza. Oggi l'attività turistica non si esplica solo vendendo letti e posti in ristorante, ma è più articolata"

 

Naturalmente non è minimamente in discussione che la società del gruppo Cualbu abbia partecipato e vinto regolarmente quel bando regionale.

Ma ciò che sorprende oggi è la incredibile superficialità e la sottovalutazione insita negli importi simbolici richiesti da quell'amministrazione regionale per un settore chiave come era ed è quello dell'artigianato artistico e tradizionale sardo, praticamente regalato al miglior offerente.

Miglior offerente, che per colmo di ironia della sorte fu proprio quello stesso Gualtiero Cualbu al quale siamo stati costretti, come cittadini sardi, a versare 80 milioni di risarcimento danni, per un'altra azzeccatissima iniziativa della stessa giunta Soru...

 

Oggi il marchio del cavallino stilizzato con la scritta I.S.O.L.A, quello del quale per gentile concessione regionale ha l'esclusiva il gruppo Cualbu, fa bella mostra di se sulle maglie della squadra di calcio del Cagliari, grazie a un contratto di partnership da oltre un milione di euro tra la squadra e la Regione Sardegna.

 

Cualbu, giustamente quanto incolpevolmente, festeggia questa grande notorietà per la sua attività commerciale e questa incredibile campagna d'immagine per il "proprio" marchio esclusivo, noi tifosi siamo felici per i successi della nostra squadra del cuore e per il supporto regionale finalmente concesso, Soru, tra un viaggio a Strasburgo e l'altro, continua a raccogliere molti consensi tra i sardi....

 

E l'Artigianato Sardo e tutti i suoi eccellenti protagonisti, sono ancora alla ricerca della propria identità e della sua giusta valorizzazione...almeno sino al 2020 !!!

 

p.s.

Ho volutamente forzato un pochino la storia, tralasciando di raccontare che, insieme allo showroom di Cagliari, nel 2008 venne aggiudicato per poco più di 50 mila euro annui anche il negozio dei portici di Porto Cervo ad un'altra impresa (Annalisa Sau & C. sas). Purtroppo in quel caso, un'altro degli insuccessi  strutturali della nostra classe politica, una stagionalità turistica di pochissimi mesi, ha decretato il fallimento dell'iniziativa in Costa Smeralda.

L'attività gestita dalla famiglia Sau di Tonara, illustri rappresentanti dell'artigianato artistico sardo, ha dovuto abbassare definitivamente le serrande in una serata di agosto dello scorso anno.

Solo un altro Sau di Tonara, di professione attaccante, fa ancora correre oggi il marchio ISOLA e il suo cavallo.

 

Mentre la società del gruppo Cualbu è rimasta l'unica portabandiera di quella affascinante idea nata sessant'anni fa e affossata da troppi politici inetti......

 

 

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