Il turismo in Sardegna? Va peggio che a Cipro !!!

 

Cipro: la terza isola per dimensione del Mediterraneo, un'isola tagliata in due dalla guerra, ancora oggi.

Ma cosa c'entra con la Sardegna ???

Leggete e lo scoprirete....


Varosha è un nome che a molti non dirà nulla.

È il nome di quella che è probabilmente la più grande città fantasma al mondo.

Varosha era fin dagli anni sessanta il centro turistico più apprezzato dell’isola di Cipro, con una popolazione superiore ai 40 mila abitanti. In quegli anni la città viveva un vero e proprio boom, con 45 hotel, 10 mila posti letto, 60 residence, e più di 3 mila negozi. I cinema ed i teatri erano diffusi in tutta la città ed esisteva persino un centro commerciale, una struttura non così frequente in quegli anni. Nel 1974 c’erano in costruzione ben 380 nuovi edifici, che però non vennero mai completati....

 

Infatti in una notte di agosto di quell'anno, la città fu abbandonata in tutta fretta dai suoi abitanti e dalle migliaia di turisti, terrorizzati dall'avanzata dell'esercito turco che stava invadendo il nord dell'isola.

La fuga fu precipitosa, tanto che nei luoghi una volta abitati dalle persone si ritrovano ancora, a distanza di quarant'anni, oggetti come asciugamani stesi sui balconi, tavole apparecchiate, letti disfatti e persino una concessionaria Toyota con le auto ancora esposte, ormai coperte di sabbia e corrose dalla ruggine.

Una moderna Pompei, dove non l'eruzione di un vulcano, ma l'esplosione della violenza umana che, pur non facendo vittime, ha anche in questo caso lasciato sospese, come bloccate da una forza invisibile, le scene di vita quotidiana di migliaia di persone.

Oltre quarant'anni dopo il suo abbandono, dietro il reticolato di filo spinato presidiato dall'esercito turco, Varosha è stata riconquistata dalla natura. Le facciate degli hotel sono ricoperte di piante, le radici degli alberi hanno divelto l’ormai antica pavimentazione stradale. Sui balconi delle case ci sono i nidi degli uccelli, mentre dove c’erano migliaia di uomini, ora vivono un numero infinito di topi ed insetti. Le gru impiegate per costruire palazzi mai terminati sono rimaste come simbolo di una civiltà ormai scomparsa.

 

Ma il fascino inquietante di Varosha rappresenta anche l'emblema della Cipro di oggi, divisa e con un senso di guerra e di violenza  latente.

Questo è ciò che si può leggere nel sito della Farnesina, come segnalato dal governo ufficiale cipriota:

"L’intervento militare turco dell’estate del 1974 ha diviso l’isola in due aree: a sud greco-cipriota (Repubblica di Cipro), a nord turco-cipriota (cosiddetta Repubblica Turca di Cipro del Nord). La “Buffer Zone” (zona cuscinetto) separa le due parti. La “Buffer Zone”, in prossimità della quale è vietato fotografare e sostare con veicoli, è segnalata con cartelli, filo spinato, sacchi di sabbia, bidoni ecc. L’area è presidiata da un contingente multinazionale di caschi blu dell'ONU (UNFICYP).

L’attraversamento della “buffer zone” è consentito, previa esibizione del passaporto o carta d’identità, ai Check Point.

L'attraversamento al di fuori di tali passaggi è proibito e pericoloso, sia per il rischio di essere intercettati e fermati da militari che operano in un contesto di alta tensione, sia per la presenza di diversi campi minati.

Si informa inoltre che l’aeroporto di Tymbou (chiamato “Ercan”) funziona illegalmente senza l’autorizzazione dell’ICAO.

Si ricorda che l’acquisto o l’uso illegale (anche tramite soggiorni in strutture alberghiere ritenute illegittime) di immobili nella parte nord dell’isola, la cosiddetta “Repubblica turca di Cipro del Nord", può dar luogo a responsabilità di carattere civile e penale."

 

Questa è dunque Cipro oggi, che con una superficie di 9.215 kmq è la terza isola per estensione del Mediterraneo, divisa forzatamente nella Repubblica di Cipro, membro della UE,  che ne occupa circa i due terzi, con popolazione greco-cipriota, e la autoproclamata  Repubblica Turca di Cipro Nord, non riconosciuta dalla comunità internazionale, ma esclusivamente dalla Turchia, che si estende nell'altro terzo del territorio nella zona nord dell'isola.

 

Ma cosa c'entra tutta questa storia della città fantasma di Varosha e cosa c'entra Cipro con la Sardegna ???

 

C'entra eccome, perché quell'isola travagliata nel Mediterraneo Orientale, di fronte alle coste della Siria è, a tutti gli effetti, una meta turistica concorrente della nostra Isola.

In un territorio, quello della Repubblica di Cipro, grande  un quarto della Sardegna, con una dotazione di posti letti inferiore alla metà di quelli della nostra Isola (86.000 contro 200.000) riesce a fare meglio di noi: 2,700 milioni di arrivi contro 2,300 e 13 milioni di pernottamenti contro i 12 milioni della Sardegna.

 

I britannici con oltre 1 milione di arrivi e i russi con quasi 600 mila, fanno la parte del leone, ma ogni anno trascorrono le loro vacanze a Cipro anche 110 mila svedesi, 50 mila norvegesi e .... 50 mila svizzeri, etc.

Si potrà sostenere che il turismo a Cipro sia molto più a buon mercato che in Sardegna. Ma questo è vero solo in parte. La spesa media giornaliera (esclusi i costi del volo aereo) di un turista a Cipro è di circa 85 euro al giorno, con punte di 115 euro, per esempio, proprio per gli svizzeri. 

In Sardegna queste cifre sono spesso superiori (anche se non esiste una statistica aggiornata), ma soprattutto in altissima stagione. Se si escludono i mesi di luglio e agosto è anche possibile spendere importi simili a quelli ciprioti.

 

Ci rendiamo conto che stiamo parlando di un paese che, come ho raccontato, non è in guerra, ma poco ci manca, che probabilmente nemmeno può vantare le bellezze della Sardegna, che però riesce ad attrarre più turisti di noi, con una stagionalità più ampia e soprattutto vendendo ogni posto letto per 150 giorni all'anno contro i nostri 60 scarsi ???

 

In Sardegna non abbiamo Caschi Blu a presidiare frontiere, non abbiamo Check Point, non abbiamo campi minati, non abbiamo ghost town come Varosha, ma rischiamo di trasformarci, lentamente ma inesorabilmente, in un' isola fantasma dove gli abitanti sono costretti a fuggire non dalla guerra, ma dalla mancanza di lavoro e di prospettive per il futuro...... 


Per chi come me non riesce a sfuggire al fascino, forse un po' macabro, delle opere dell'uomo abbandonate al loro destino, ecco una carrellata di foto di Varosha.

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