La Sardegna della biodiversità. Un confronto tra Svizzera e Italia

La Sardegna è una delle terre con il maggiore patrimonio naturale al mondo con interi ecosistemi minacciati dall'estinzione.

Dai boschi agli ecosistemi dunali, dai rettili ai mammiferi. Una minaccia per questo paradiso di biodiversità: terra di ricchezza e di meravigliosa natura, unica in Italia, preziosa anche in Europa.

 

 

La Sardegna è una delle terre con il maggiore patrimonio naturale al mondo con interi ecosistemi minacciati dall'estinzione.

Dai boschi agli ecosistemi dunali, dai rettili ai mammiferi. Una minaccia per questo paradiso di biodiversità: terra di ricchezza e di meravigliosa natura, unica in Italia, preziosa anche in Europa.

L'antichità della nostra Isola e la lontananza dal continente hanno permesso la presenza di alcune specie animali uniche, come il Muflone, la Foca monaca, il falco pellegrino. La flora della Sardegna conta 2.408 entità, con una presenza endemica di ben 347 specie, quasi il 15%.

Si tratta di una ricchezza unica che non è sinora stata tutelata a sufficienza e tanto meno valorizzata adeguatamente, perché è più che evidente che pur nel suo totale rispetto e salvaguardia, un ambiente con queste caratteristiche potrebbe anche rappresentare un'enorme attrattiva turistica con conseguenti ricadute su economia e occupazione.

Se c'è una nazione in Europa che potrebbe darci lezioni e farci da guida, anche in questo campo, è la Svizzera.

 

Già nel 1911 Renato Pampanini, all’epoca segretario della Società Botanica Italiana, più tardi, negli anni Trenta, direttore dell’Istituto Botanico di Cagliari scriveva nella sua relazione - Per la protezione della flora italiana - "In Europa la protezione della flora ebbe il primo esempio in Danimarca, poi in Svizzera, ma fu nel 1883 che incominciò a svilupparsi definitivamente quel movimento che doveva poi giungere alle vaste proporzioni che ha assunto attualmente. In quell’anno sorse in Svizzera, a Ginevra, una ”Association pour la Protection des Plantes” la quale nei suoi ventiquattro anni di vita con la pubblicazione di un suo bollettino e l’attiva propaganda della sua presidenza ebbe parte grandissima nel diffondere le idee sulla protezionedella flora preparando il terreno per un’azione definitiva. Il primo agosto 1906 la Società Elvetica di Scienze Naturali istituì una Commissione per la protezione dei monumenti naturali e preistorici” La Commissione,oltre ad intensificare la protezione delle piante rare o caratteristiche, propugnò vivamente l’idea di costituire delle riserve per le stazioni più interessanti e si prefisse inoltre di ottenere una legge per la protezione della flora alpina per tutta la Svizzera e di istituire un Parco Nazionale Svizzero che servisse di rifugio intangibile non solo per gli animali ma anche per le piante".

 

Oggi la stessa Costituzione Federale Svizzera, dall'articolo 73 all'articolo 80 preoccupa di dettare, in maniera dettagliata le linee guida della tutela ambientale e della corretta pianificazione del territorio elvetico.

Tra l'altro alcune delle norme presenti in quegli articoli sono frutto di iniziative popolari approvate da referendum, a conferma di quanto la Democrazia Diretta sia alla base della vita quotidiana e del successo della Svizzera

 

Se si volesse fare un confronto, solo in termini normativi, senza analizzare anche la realtà territoriale che ne è comunque il risultato più evidente, si può leggere invece quanto si preoccupa dell'Ambiente la Costituzione Italiana: all'articolo 117, solo ultimo, probabilmente significativamente, di un elenco di materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato Centrale, alla lettera s) arriva finalmente "la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali"

Questa è l'unica frase nella quale la Legge fondamentale dello Stato Italiano tratta dell'Ambiente.....

 

Una differenza di approccio lontana anni luce e l'ennesima lezione dalla Svizzera che dobbiamo avere l'umiltà di fare nostra !!!

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