La questione Ryanair e l'opportunità generata (di Alberto Bertolotti)

Alberto Bertolotti, da un anno Presidente della Confcommercio del Sud Sardegna, e la sua squadra hanno finalmente portato, dopo decenni di "buio", idee nuove e entusiasmo nell'associazione di categoria che rappresenta una parte fondamentale della nostra economia regionale.

Riportiamo le sue parole sulla vicenda Ryanair perché rispecchiano esattamente la visione che abbiamo anche noi del Canton Marittimo di un futuro diverso per la nostra Sardegna.

 

La questione RYANAIR, più che un problema, può finalmente essere inquadrata come una grande opportunità di nuovo approccio culturale per mezzo del quale l’intero sistema, e non solo la Regione, addivenga finalmente ad una soluzione strutturale e duratura della annosa questione dei trasporti aerei da/per la Sardegna.

 

Messa a sistema degli aeroporti sardi

 

Innanzitutto esiste oggi una consapevolezza, ormai diffusa tra tutti gli attori che partecipano al governo del territorio, del fatto che l’unico modo per affrancarci dal ricatto delle compagnie aeree sia sottrarre ad una – tipicamente sarda – concorrenza tra loro i tre maggiori aeroporti dell’isola.

Elmas, Fertilia e Costa Smeralda dovrebbero essere posti a sistema sotto una unica regia, assolutamente non pubblica, attraverso un processo di privatizzazione in favore di un soggetto imprenditore specialista e connotato da forte vocazione al mestiere piuttosto che di qualche fondo di investimenti con mere finalità di speculazione finanziaria o peggio ancora di occupazione di poltrone.

 

Solo questo passo consentirebbe al sistema aeroportuale sardo una capacità di contrattazione forte sul mercato delle rotte e l’affrancamento da pericolose situazioni sostanzialmente di monopolio, come quello di Ryanair è stato finora, soprattutto nelle cosiddette winter links esercitate dalle compagnie low-cost.

Un processo però di tale valenza politica da non poter esser governato, nel caso di Cagliari, da un ruolo commissariale.

 

Perché e come abbandonare il modello “aiuti di stato”

Sebbene sia una questione del tutto banale, è poi opportuno ricordare la considerazione che le low-cost, come e più di tutte la altre compagnie aeree, in quanto imprese sono chiaramente e naturalmente portate ad azioni tese a contenimento di costi e massimizzazione di ricavi. Questi, nel caso delle compagnie aeree, sono ovviamente dati dalla gestione di rotte che garantiscano un elevato load factor ossia, sostanzialmente, la vendita della quantità massima possibile di titoli di trasporto a passeggeri che, a loro volta, scelgono di acquistarli se hanno motivo di viaggiare e quindi se la destinazione è attrattiva.

 

Bisogna quindi dare forte impulso alle politiche che, da una parte, rendono sempre più attrattiva la destinazione ed il mercato Sardegna per flussi turistici ed investitori e, dall’altra, a veri processi di internazionalizzazione in favore delle nostre imprese. D’altra parte ancora, forte impulso deve essere dato anche a politiche di promozione concrete e misurabili e ad azioni di marketing territoriale mirate ed efficaci.

 

1. Attrattività della destinazione Sardegna per i flussi turistici

Confcommercio ha un credo assoluto, quasi una banalità: il turismo è, e deve essere sempre più, il driver dello sviluppo economico dei nostri territori, in grado di rilanciare commercio, servizi e le nostre eccellenze, enogastronomia, artigianato, export agroalimentare

Il complessivo rilancio del sistema economico passa dal rendere la nostra destinazione più attrattiva attraverso la valorizzazione di asset già fisicamente presenti e ben visibili nel nostro orizzonte e lavorando su cultura e formazione dei nostri operatori per rendere il sistema di accoglienza più efficiente perché l’attrattività di un territorio diventa strutturale e duratura solo se si costruisce socialmente.

Alcuni luoghi sono attraenti per se stessi ma le rendite su cui noi Sardi ci siamo adagiati si sono esaurite.

 

Azioni efficaci che la Regione può subito mettere in campo: 

- annullare gli oneri fiscali regionali, locali, e il costo dei lavoratori nei mesi di bassa stagione. Bene, ma ancora non sufficiente, la riattivazione del progetto regionale lunga estate, da ampliare però a tutte le categorie in campo.

- Puntare, ci piace, sul modello della qualità della vita e sull’isola dello sport e del turismo attivo all’aria aperta per 300 giorni l’anno

 

2. Attrattività del mercato Sardegna per gli investitori

Parliamo del modello che è stato possibile per il Mater di Olbia, immediatamente da riproporre per esempio a Cagliari per il compendio Marino/traumatologico/ippodromo.

Inutile infatti sperare di far considerare attrattivo per gli investitori un territorio dove, per esempio, presso gli uffici tecnici dei Comuni giacciono – inevase – numerose pratiche per richiesta di autorizzazione di interventi di ristrutturazione “Piano Casa” e non che, in alcuni casi, sono ferme da oltre due anni!

Questa è una situazione semplicemente inaccettabile e scabrosa!

Certo, se per alcuni impiegati della Pubblica Amministrazione si tratta solo di pratiche arretrate, per le aziende che vorrebbero investire in Sardegna si tratta invece di un indicatore chiaro di vera impossibilità. Non esiste quindi più alcuna giustificazione ormai per i Comuni sardi a non assumersi – contro quell’ottica a noi tanto cara di partecipazione al “sistema territorio” – alcuna responsabilità nel non portare a tempestivo esito gli iter autorizzativi.

Si tratta di un incredibile volano macroeconomico potenziale…che tale sta rimanendo!

In Sardegna non si investe perché qui le tasse si pagano altre 3 volte: in inefficienza, in carenza infrastrutturale, in burocrazia, che è il cancro del nostro sistema economico, il killer di ogni iniziativa, il collo di bottiglia che mortifica il futuro dei sardi.

 

3. Processi di internazionalizzazione per le imprese sarde

Da dirigere esclusivamente verso mercati ricchi. Possono essere finanziati dallo Stato, nell’ambito per esempio delle politiche sui Distretti Turistici, e dalla Regione. Potrebbero essere curati dalle Associazioni di categoria, che sono soggetti di diritto privato e che, nell’ambito della progettualità, potrebbero considerare eventualmente utile una contribuzione alle imprese sarde tesa e vincolata all’abbattimento del costo dei trasporti.

 

4. Politiche di promozione concrete e misurabili

La scelta della destinazione Sardegna sarebbe immediatamente più attrattiva agendo sul prezzo della vacanza, attraverso un voucher che il viaggiatore, una volta acquistato il titolo di viaggio, scaricherebbe online e che potrebbe essere utilizzato per usufruire di uno sconto (20, 30, 50 euro a persona) di cui usufruire negli alberghi, strutture ricettive in genere, ristoranti, stabilimenti balneari, aziende in genere del sistema turistico e comunque perfettamente regolari ed iscritte alle associazioni datoriali di categoria che, a loro volta, li presenterebbero all’incasso in Regione

5. Azioni di marketing territoriale mirate ed efficaci

 

Occorre innanzitutto finanziare cospicuamente le politiche di marketing territoriale e coordinarle con quelle sui trasporti (abbastanza inutile promuoverci per esempio a Shangai se le rotte ce le abbiamo da/per Ginevra ecc.), favorendo anche una intensa attività di scambi culturali.

 

(di Alberto Bertolotti- Presidente Confcommercio del Sud Sardegna)

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