La Svizzera può essere la nostra guida

Tutte le persone di buon senso che lavorano cercano di formarsi al meglio per il proprio lavoro.

Se hanno l'opportunità fanno dei corsi, cercano di imparare da esperti di comprovata reputazione per carpirne i segreti e migliorare se stessi e il proprio livello di competenza.

Così se abbiamo dei figli ci preoccupiamo che ricevano una buona formazione scolastica, vogliamo che imparino una lingua straniera e, quando se lo meritano, siamo disposti a grandi sacrifici per permettergli i migliori studi .


Tutte le persone di buon senso che lavorano cercano di formarsi al meglio per il proprio lavoro.

Se hanno l'opportunità fanno dei corsi, cercano di imparare da esperti di comprovata reputazione per carpirne i segreti e migliorare se stessi e il proprio livello di competenza.

Analogamente se abbiamo dei figli ci preoccupiamo che ricevano una buona formazione scolastica, vogliamo che imparino una lingua straniera e, quando se lo meritano, siamo disposti a grandi sacrifici per permettergli i migliori studi o i migliori tirocini possibili perché vogliamo il loro bene.

La nostra proposta esprime esattamente lo stesso concetto.

Quand'è che noi sardi abbiamo dato prova concreta di essere degli eccellenti pubblici amministratori?

Quali sono i risultati delle capacità gestionali e amministrative pubbliche che dovrebbero rassicurarci nel caso raggiungessimo autonomia e indipendenza e fossimo chiamati alla responsabilità di offrire un futuro a noi stessi?

Dove e quali sono i presupposti economici e di eccellenza manageriale, politica, organizzativa e amministrativa "nel pubblico" che sono indispensabili affinché una gestione autonoma e indipendente della nostra terra non si riveli una scelta addirittura peggiore di nessuna scelta, cioè accettare lo stato attuale delle cose senza cercare alternative?

Leggo in giro i commenti di tanti sardi che ci definiscono, in poche parole, indegni di chiamarci sardi perché vogliamo "vendere" la nostra terra e il nostro popolo alla Svizzera.

Ci apostrofano come disfattisti, dipendenti, gentaglia senza dignità pronta a cambiare padrone per un tozzo di pane.

Ma queste persone avranno letto almeno ciò che continuiamo a scrivere e ripetere dai primi documenti e dai primi post di questo gruppo?

A parte il concetto di vendita, pretestuoso e studiato per avere attenzione (direi che ci siamo riusciti, almeno questo riconoscetecelo) avete capito quelli che sono i nostri intendimenti, propositivi e costruttivi?

Vorrei ricordare che, noi promotori di questa idea, siamo persone con spirito di iniziativa.

Lo racconta la nostra storia personale, il nostro lavoro, la nostra vita. 

Certo non siamo dei lavativi che scaldano una sedia in attesa dell'ora di chiusura.... O gente che ha uno stipendio per grazia ricevuta...

Perché dovremmo improvvisamente ragionare da schiavi, se non lo siamo mai stati?

Vorrei fare alcune domande:

Cosa c'è di umiliante e poco dignitoso nel concetto di imparare la buona politica e la buona amministrazione da chi ha dato prova nei secoli di essere autorevolmente esperto nell'una e nell'altra?

Per quale motivo sarebbe vergognoso passare dalla mortificante dipendenza da uno stato centralista e inefficiente (per essere buoni!) come l'Italia per aderire alla confederazione più rispettosa dell'autonomia e della cultura identitaria degli stati che la compongono che esiste al mondo, quale è quella Svizzera?

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